E' frazione del comune di Bondo, situata lungo la vecchia cantonale
immediatamente a valle della strettoia della "Porta": strozzatura naturale che
suddivide la Bregaglia in Sottoporta e Sopraporta e che, fino al tardo Medioevo,
costituiva il confine tra i due territori. Ma qui anche la natura, per altri versi,
denota il passaggio da un ambiente ancora "mediterraneo" ad uno tipicamente alpino.
Interessante la parte bassa del paese, lungo la Mera (che Sopraporta prenderà il nome
di Maira) verso la gola, con l'antico ponte e resti dei mulini, così come l'ottocentesco
monumentale Hotel Bregaglia con la torre esagonale e le case lungo la vecchia
cantonale. Alle spalle del paese, oltre la piccola e suggestiva frazione della Porta,
svettano il colle di Castelmur e la "Müraia", punto obbligato di transito per le
antiche strade così come, ora, per la "Via Bregaglia".
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Il colle di Castelmur
Sul suggestivo colle di Castelmur i ruderi altomedioevali della Müraia
(sorta sui resti del "Murus" d'epoca romana) e del castello ci narrano di
tempi antichi, quando qui era il confine politico tra le terre di Sottoporta
e Sopraporta, o più precisamente tra i possedimenti dei vescovi di Como e di
Coira. Il castello sommitale - di cui sopravvivono pochi resti - venne infatti
costruito all'inizio del XII secolo dal vescovo di Como contro Coira. Esso, con
la torre di un secolo posteriore e le possenti mura che seguono il crinale fino
alla Maira, costituiva posto di controllo amministrativo al passaggio della "Porta",
ma anche poderosa postazione fortificata. E non mancava, con la chiesa di Santa Maria
di Castromuro, più nota come "Nossa Donna", la vigile presenza religiosa: chiesa madre
della Valle già citata nel 988, cadde in rovina nel XVI secolo e venne poi ricostruita
sulle vecchie fondamenta da Giovanni de Castelmur negli anni 1845-50.
Il complesso di Castelmur è poi completato dalla villa padronale (del 1878), dalle
rimesse e scuderie e, più in basso verso est, dalla grande stalla con fienile: pregevoli
architetture ottocentesche fatte costruire dalla baronessa Anna di Castelmur e dalla stessa
poi donate alla Valle.
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