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Chi vuol conoscere natura, borghi e arte della magnifica Val Bregaglia deve percorrerne il sentiero storico denominato "Via Bregaglia", itinerario transfrontaliero di fondovalle da Maloja a Chiavenna.

È un'escursione che si svolge quasi interamente per facili sentieri, mulattiere e strade forestali, ben indicata e illustrata con segnaletica specifica e con molti punti di appoggio.


Casaccia - Vista verso l'Albigna Casaccia - Vista verso l'Albigna
Il sentiero ha inizio poco lontano dalla torre Belvedere di Maloja (14), nei cui pressi, durante la sua costruzione nel 1884, furono rinvenute sette profonde "marmitte dei giganti". In breve si comincia a scendere lungo il tracciato del Malögìn, ripercorrendo resti dell'antica strada d'epoca romana, fino al pianoro di Cavrìl; si costeggia poi per un breve tratto la strada cantonale, si toccano i ruderi tardogotici (1518) di San Gaudenzio e, sorpassati i resti della "Toracia", si scende all'abitato di Casaccia (13).
Traversata la strada e l'Orlegna (che nel piano di Casaccia confluirà nella Maira), si percorre in piano una stupenda abetaia fino alle baite di Löbbia per poi, riattraversata la cantonale, discendere fino a Röivan su ampi tratti della trecentesca strada di Bregaglia. Si entra quindi nel bosco e, toccando due volte la cantonale, si giunge a Pranzaira.
Vicosoprano - Chiesa evangelica di S.Cassiano Vicosoprano - Chiesa evangelica di S.Cassiano
Il sentiero qui prosegue costeggiando la strada fino alla località Crotto, dove piega sulla destra in direzione di un'antica fornace; quindi si continua in leggera discesa fino ad incrociare la strada asfaltata che sale al campeggio e a Roticcio.
Ancora un breve tratto nel bosco porta alle prime case di Vicosoprano (12), dal bel centro storico con le case patrizie ornate di sgraffiti, balconi in pietra e inferriate in ferro battuto che testimoniano un fiorente passato; così come il Palazzo Pretorio attesta lo storico ruolo di capoluogo, amministrativo e giudiziario, della valle.
Stampa - Vista sulla Maira Stampa - Vista sulla Maira
Attraversato il paese e la strada cantonale, nei pressi della Posta il sentiero continua nel bosco fino a Borgonovo (11) e alla chiesa di San Giorgio con l'annesso cimitero, dove riposa lo scultore Alberto Giacometti. Una breve discesa lungo la cantonale porta a Stampa (10) (Ufficio Turistico della Val Bregaglia) e al Museo di valle nella cinquecentesca Ciäsa Granda. Si continua per un breve tratto lungo la strada (sulla destra un interessante "masso avello" di epoca romana) fino ad incontrare la deviazione che, attraverso il ponte, sale verso Palazzo Castelmur a Coltura. All'inizio dell'abitato si piega a valle e, lasciata sulla sinistra la svettante chiesa di San Pietro, si segue una stradina asfaltata fino al sottostante borgo di Cacciòr.
Subito dopo le ultime case, la Via Bregaglia presenta due alternative per raggiungere la frontiera con l'Italia.
Bondo - Palazzo Salis Bondo - Palazzo Salis
La prima continua lungo la strada sterrata, scende ad attraversare la Maira (che d'ora in poi si chiamerà Mera) ed a risalire alla vecchia cantonale; la si segue per un breve tratto a sinistra dirigendosi alla volta della "Müraia" per poi, alle case della Porta, salire di nuovo fino alla torre e alla Chiesa di Nossa Donna sul colle di Castelmur. Da qui un sentiero nel bosco porta in poco tempo a Promontogno (8), sulla stradina che, passata l'incantevole zona dei crotti, conduce oltre il torrente Bondasca a Bondo (7). Attraversato il ridente borgo, si prosegue in direzione di Castasegna lungo una bella pista forestale che, nel bosco, sale fino alla Motta sopra le baite di Casnàc (vista panoramica sulla Bregaglia italiana), per poi scendere con alcuni tornanti ad attraversare la Mera e quindi risalire entrando in Castasegna (6).
Soglio e cime della Valchiavenna Soglio e cime della Valchiavenna
La seconda alternativa da Cacciòr conduce, dapprima per sentiero poi per la ripida ma bella mulattiera gradonata della "Plota", verso l'ampio terrazzo dove è disteso il noto borgo di Soglio (9), con vista splendida sulla Val Bondasca: da non perdere la luce del meriggio sulle cime del Badile, del Céngalo e del gruppo di Sciora. Da Soglio, per sentiero e brevi tratti di strada asfaltata, si scende a valle fino ad una curva sopra le baite di Plazza, dove sulla destra si stacca una stradina che porta alla bellissima cascata del Caroggia; la si supera con una galleria sottoalveo in rocciaviva e si entra nel suggestivo castagneto di Brèntan, ancora coltivato con maestrìa e recentemente attrezzato con interessanti pannelli illustrativi.
Villa di Chiavenna - Sasc del Quartíin Villa di Chiavenna - Sasc del Quartíin
Scesi a Castasegna e varcato il confine con l'Italia, si prosegue nel piano sotto la statale percorrendo la vecchia strada del Sasso Grosso e poi fino al Ponte della Vigna. Da qui l'itinerario principale risale alla statale, percorrendola verso Villa di Chiavenna (3) ed attraversandone le vecchie frazioni di Ca' Scattoni (con la "Contradä di Specc" e il "Sasc del Quartìin"; nelle vicinanze il nucleo dei crotti di Motta), San Sebastiano e Ponteggia (con il restaurato seicentesco torchio da vino).
Scegliendo un percorso alternativo, si può invece attraversare il Ponte della Vigna e risalire al "Terzée de dent" composto dai nuclei di Chete, San Barnaba e Canete, per poi scendere in prossimità della diga percorrendo una bella mulattiera a gradoni fiancheggiata dalle cappelle di una Via Crucis. Svoltando a sinistra si prosegue e scende fino a Giavera per poi, varcata la Mera e risalita la stradina, ricongiungersi poco sotto la statale con l'itinerario principale proveniente da Ponteggia.
Piuro - Cascate dell'Acquafraggia Piuro - Cascate dell'Acquafraggia
Raggiunta la statale ed attraversatala poco più a valle sulla passerella della nuova pista ciclo-pedonale, si continua su strada asfaltata in direzione dei castagneti di Bregalone e, appena superate le stalle di Vallate, si imbocca a sinistra un sentiero che, per selve e resti di vigneti, scende a Santa Croce di Piuro e alle sue chiese romaniche (2).
Qui, deviando brevemente lungo la "Strada Vegia" (al cui termine inizia la variante dei Ronchi), si trova la Chiesa Rotonda, risalente all'XI secolo, e nei pressi il seicentesco Pretorio o "Ca' de la Giüstizia" e il vecchio torchio. Proseguendo invece direttamente, si oltrepassa la Mera e si raggiunge, sulle sponde dell'Orgina (o Aurosina), la coeva chiesa di San Martino. Alla successiva frazione di Aurogo si abbandona la strada asfaltata prendendo a destra e percorrendo, tra i castagneti, il suggestivo selciato medioevale dello "Streción" fino a riportarsi sulla stradina che, attraverso i prati della "Ruina" e dopo aver costeggiato Scilano, porta in breve al ponte di Borgonuovo nei pressi dell'area degli scavi di Piuro. Si attraversa il paese in direzione delle maestose Cascate dell'Acquafraggia e si risale a Sant'Abbondio (Museo di Piuro) (2).
Autunno a Sarlone, nei pressi dell'Acquafraggia Autunno a Sarlone, nei pressi dell'Acquafraggia
Nei pressi del vicino campanile pendente si varca il greto della Valledrana per traversare quindi verso Prosto (2), giungendovi nelle vicinanze di Palazzo Vertemate. Poco oltre la seicentesca cappella della "Madonna alla selva" di Case Cenni si riattraversano sia la statale che la Mera, giungendo alla chiesa dell'Assunta (XVI sec.) e all'antico Ospitale. Costeggiando poi tra il fiume e i crotti di Belvedere, si entra nel suggestivo Parco delle Marmitte dei Giganti (è possibile anche una variante bassa lungo la pista ciclo-pedonale), raggiungendo in breve Chiavenna (1) nei pressi del Museo della Valchiavenna, del Parco "Paradiso-Castellaccio" e del Mulino di Bottonera.



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