Palazzo Vertemate
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Giovanni Guler, nel 1616, appena due anni prima che la frana sommergesse il borgo di Piuro,
scriveva che lo si poteva "benissimo paragonare ad una cittadina per i suoi architettonici palazzi,
per i campanili, le chiese e altre costruzioni, se fosse cinta da mura". La sua attenzione si sofferma
soprattutto sulle dimore dei Vertemate, "simili a palazzi principeschi" con giardini che egli
paragona per i fiori, le piante da frutta e la simmetria dell'impianto a quelli di Posillipo e delle riviere liguri.
La spaventosa rovina risparmiò il palazzo che i fratelli Guglielmo e Luigi Vertemate Franchi si erano
fatti costruire nella seconda metà del Cinquecento a Cortinaccio. Un'elegante costruzione, circondata
da "uno splendido giardino con aranci, limoni, cedri ed ogni altro albero da frutto o pianta da fiore più rara.".
Questo palazzo è ora di proprietà del comune di Chiavenna, cui l'ha donato l'ultima proprietaria
perché esso ne facesse un museo. Alle linee austere dell'esterno si contrappone la ricchezza
degli interni: affreschi, rivestimenti e soffitti in legno intagliato e intarsiato. Le stanze
sono dipinte con figure di divinità e con scene mitologiche ispirate quasi sempre alle Metamorfosi
di Ovidio. Non si ha certezza circa i pittori: si fanno i nomi dei fratelli Campi o di Bernardo
Castello detto Bergamasco. La visita offre l'occasione per indagare l'ambiente raffinato che
due commercianti del Cinquecento vollero creare nella loro dimora di campagna. Tra i vari ambienti,
particolarmente significativi sono l'ampio salone di Giove e Mercurio e quello dello Zodiaco,
la stanza di Giunone rivestita da una fine "boiserie", dove si legge la data 1577. E poi ancora la
galleria con le tele dei ritratti di esponenti della famiglia Vertemate Franchi e le camere di
Napoleone, delle Cariatidi e del Vescovo.
Entro le mura di cinta si trova una chiesetta, stalle, case per i coloni, torchio, cascina
per essiccare le castagne, neviera, serre, due giardini, orti, frutteto, vigneto, castagneto,
che rendevano il complesso quasi autosufficiente.